Daniel Ducruet

Altezza: 1,80
Peso: 77 kg
Segni Particolari: 3 tatuaggi che raffigurano dei dragoni.
Luogo e data di nascita: Monaco, 27.11.1964
Professione: cantante, in Francia ha inciso 2 cd “Pourquoi pas” e “Jamais
Personne”, e attore di cinema. Ha un film in uscita la prossima primavera, un
giallo dal titolo “Il Monastero” per la regia di Antonio Bonifacio.
Interessi: per lui i suoi tre figli “sono il centro dei suoi pensieri e dei suoi
interessi”. Si tratta di Michel di 12 anni, Luis di 11 anni e Pauline che
compirà 10 anni il prossimo 4 maggio.
Sport: Ammette di praticarne “davvero tanti”. E’ pilota di rally, pratica le
arti marziali, parapendio, sci, sub ecc…ecc…
Si definisce “sincero” e tra le sue qualità ribadisce “la franchezza”. Due doti
che sostiene possano “diventare anche un difetto”. Il suo pensiero corre sempre
ai “bambini” e infatti la sua unica paura è quella di “non essere un buon
padre”. Gli piacciono gli animali e il suo preferito è il cane anche se non ne
tiene perché vive in un appartamento e “sarebbero sacrificati”. Teme i serpenti.
“Cucina l’essenziale, le uova, la carne” ma rivela di “saper preparare salse
stupende per le insalate”. Detesta le barbabietole e il melone e “adora” tutti
gli antipasti italiani: i salumi, i carciofi e i funghi sott’olio. Ha deciso di
entrare ne La Fattoria per “migliorare l’italiano” racconta con modestia. Ma in
realtà lo parla benissimo. La sua compagna, Adanay, è un po’ gelosa ed è
preoccupata per il periodo di separazione che li aspetta. Tra i film , predilige
quelli di fantascienza, quelli che “portano fuori dalla realtà” e le pellicole
d’azione. Tra i suoi film preferiti c’è “The game” con Michael Douglas. Il suo
autore preferito è Paulo Coelho e il libro culto è “L’alchimista”. “Penso che me
lo porterò in fattoria”. Per il resto non vorrebbe altro con sé perché dice
:“voglio scoprire come si viveva nel 1.800 e voglio vivere fino in fondo questa
esperienza”.
Daniel Ducruet, ex marito di
Stephanie di Monaco, ormai si diverte a cantare e dopo il suo primo discreto
successo ottenuto con il disco "Pourquoi pas?" dell’anno scorso, adesso insiste
e si ripropone con il suo nuovo album "Jamais Personne", appena uscito (con
successo) in Francia insieme ad un videoclip girato in Canada.
Ducruet ha sempre avuto una passione per la musica di ogni genere, fin
dall’infanzia. Non c’era momento in cui non accendeva la radio per ascoltare i
cantanti dell’epoca, per poi arrivare a solo 9 anni a canticchiare, in una
specie di karaoke, i brani di Mike Brandt e Michel Sardou.
Dai 14 anni in poi ha iniziato a studiare veramente la musica, ma, da
autodidatta, senza frequentare nessuna scuola. Con un gruppo di amici del
collegio, si chiudevano per ore in un garage con tutti i loro strumenti e si
esercitavano a suonare riproponendo all’inizio i brani di grandi autori. E, dopo
qualche concerto e qualche esibizione tra feste e sagre, Ducruet iniziò a
comporre le sue musiche privilegiando uno stile pop rock, che trova la sua
ispirazione in Eros Ramazzotti, Bryan Adams e gli U2 (nientemeno!).
Per ora, ringraziando il cielo, è solo una passione e non un lavoro.
In effetti, Ducruet si augura di diventare un vero cantante, ma non dipende
solamente da lui. E’ il pubblico, la stampa i media che possono farlo entrare
nelle hit parade delle radio. Passare in radio non è semplice come la
televisione. Vengono usati diversi parametri di selezione, che non danno spazio
a curiosità e spettacolo. Danno molto più importanza al format, al prodotto e
poi al personaggio che ovviamente deve essere in sintonia con l’emittente. Ed è
forse questo lo scoglio più difficile da affrontare. Contrariamente a quanti
possano pensare, il suo passato, la sua notorietà in questo campo non lo
aiutano, anzi influiscono negativamente, e, con un filo di malinconia, sostiene
che forse l’immagine di Daniel Ducruet cantante non è ancora stata accettata. Ma
lui non si perde d’animo, e armatyo di tenacia ferrea continua a coltivare la
sua passione. In realtà ha anche pronti più di venti brani, e se capita
l’occasione giusta è in grado di presentare un album.
Il dramma principale è che il pubblico non lo conosce per quello che è
realmente, ha ancora un’immagine distorta di lui, si basa solo sulle tante cose
che sono state raccontate dai rotocalchi e riviste da parrucchiere. Ecco perché
le sue canzoni vengono ancora proposte molto poco.
Ducruet non vuole essere un personaggio o interpretare un ruolo, vuole solo
dimostrare apertamente se stesso e cercare di togliersi di dosso l’etichetta di
playboy, di seduttore, che gli è stata affibiata. Non rinnega il passato, ma
adesso vuole vivere il suo presente, e vorrebbe avere la possibilità di farsi
conoscere come un semplice cantante che trae la sua ispirazione dalla sua vita e
dal mondo che lo circonda. Ed è proprio questo il messaggio che ha proposto al
regista del videoclip girato a Montreal, per l’uscita del suo nuovo disco.